UN WEEKEND IN VALSUGANA: 5 ESPERIENZE DA VIVERE PARTENDO DA LEVICO TERME.

Partire per un breve weekend nella piccola ma incantevole Levico Terme, nel cuore della Valsugana, non era decisamente nella nostra bucket-list dei viaggi da fare nel 2020, quando ad inizio anno abbiamo stilato la nostra lista dei desideri. Ma a volte, si sa, le esperienze che meno ti aspetti sono quelle più sorprendenti.

Ed è così che i tre giorni appena trascorsi in questo storico paesino termale, affacciato sul lago e circondato dalle montagne del Lagorai, hanno decisamente superato le nostre aspettative, permettendoci di godere appieno il Territorio e la sua ampia offerta di attività sportive, culturali ed enogastronomiche, grazie anche al clima mite tipicamente montano della Valsugana.

Levico Terme è un comune Trentino che si trova sull’antica strada statale che porta da Trento a Bassano del Grappa e quindi a Padova, nella bellissima Valle in cui scende il fiume Brenta (che nasce appunto dal vicino lago di Caldonazzo).

1. SOGGIORNARE IN UN HOTEL BIO

Arrivati dopo un breve (per noi che arriviamo da Verona) viaggio in auto e dopo un pranzo in una tipica Birreria, ci siamo subito diretti al nostro Hotel per conoscere Carlo Vettorazzi che, insieme alla sorella Michela, gestisce il Naturebio Hotel Elite. È stato per noi indispensabile soggiornare in questo albergo per capire il significato della parola “BioHotel”: una struttura ricettiva focalizzata su tre semplici concetti quali rispetto della natura, cura della persona e la passione per il Territorio. Inutile dire quanto noi cinque (Jack compreso) ci siamo trovati a nostro agio di fronte a questa filosofia. Se solo avessimo avuto qualche giorno in più a disposizione, avremmo potuto provare alcuni dei servizi offerti come: il centro massaggi, o il noleggio bici (tradizionali o elettriche) per percorrere la famosa e spettacolare pista ciclabile, e gustarci una cena nel ristorante dell’hotel dove vengono serviti solo prodotti biologici e locali (il ristorante ,causa Covid19, riaprirà agli ospiti il 12 Luglio 2020).

2. VISITARE UNA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE DI ARTENATURA

Il primo pomeriggio lo abbiamo trascorso visitando Arte Sella, una manifestazione internazionale di arte contemporanea fondata nel 1986, che ha la forte caratteristica di svolgersi tra boschi e prati della Val di Sella, poco sopra Borgo Valsugana, lungo un tratto di strada forestale percorribile in auto ma soprattutto a piedi o in bici. Questo percorso, unico nel suo genere, è denominato ARTENATURA e permette al visitatore di godere nello stesso tempo delle Opere e dei panorami circostanti immersi nella natura del luogo.

Arte Sella – Radice Comune

La bellezza di questa manifestazione sta nel fatto che le Opere (create da artisti e designers davvero qualificati) ed il loro processo creativo devono rappresentare il rapporto con la natura, ed il rispetto per essa. Infatti quasi sempre sono opere realizzate con materiali naturali (rami, alberi, tronchi, pietre) e solo raramente con materiali artificiali. Qui abbiamo potuto finalmente ammirare opere molto importanti come la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri e la Radice Comune di Henrique Oliveira, che da tempo desideravamo vedere di persona. Inoltre, questa esperienza è piaciuta anche a Filippo che, nonostante sia giovane per apprezzare l’arte contemporanea, ha molto apprezzato le opere che a tratti sembravano essere state fatte dalla natura, piuttosto che dall’uomo.

Arte Sella – Cattedrale Vegetale

Soddisfatti per il pomeriggio trascorso ad ammirare queste meraviglie, ma anche per aver passeggiato in questi antichi boschi, siamo tornati a Levico Terme, dove ci attendeva un’ottima cena al ristorante Prime Rose, con terrazza e vista sul lago. I piatti sono ben curati e i prodotti freschi e genuini come piacciono a noi.

3. VISITARE UN FORTE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

Il secondo giorno dopo aver percorso circa 20 minuti di macchina dal nostro hotel, siamo arrivati nel Comune di Vignola Falesina dove abbiamo fatto l’esperienza più attesa da Filippo: la visita (più o meno guidata grazie ad un abitante del luogo che gratuitamente ci ha spiegato la storia del sito) del Forte di Busa Granda, ovvero un forte Austro-Ungarico della Grande Guerra, uno dei rarissimi fortini rimasti integri ancora oggi. È difficile descrivere la sensazione che si prova nel visitare questo luogo militare risalente al 1915, un forte scavato e costruito sotto la cima di una montagna in circa tre mesi da prigionieri di guerra Russi, sulla linea di difesa degli Austriaci che percorreva anche la Valsugana. Il forte, circondato da trincee, ci mostra perfettamente ancora oggi le varie gallerie, i dormitori dei soldati e degli ufficiali (di questi perfino le latrine), la dispensa, i depositi munizioni e le torrette dove erano posizionati i 10 cannoni posti a difesa del Territorio.

Uno dei cannoni a torretta presenti nel forte durante la guerra

Fuori da una stretta galleria che portava alla trincea del versante ovest del monte si può ammirare un panorama mozzafiato su tutta la valle e sui due laghi di Levico e Caldonazzo.

4. PRANZO CON PRODOTTI TIPICI

Scendendo dalla Busa Granda, un comodo sentiero di ghiaia percorribile anche con passeggino, giungiamo in località Vetriolo Terme al ristorante Istciot dell’Albergo Aurora (di fronte al parcheggio delle auto) dove ci attendeva un tavolino sul patio con vista sulla valle. Come sapete noi amiamo mangiare nelle locande tipiche, e questo ristorante è aperto e gestito dalla stessa famiglia dal 1950. Inizialmente era un punto di ristoro estivo, principalmente per cacciatori e fungaioli; ora invece è a tutti gli effetti un albergo per gli amanti dello sport e del relax, recentemente ampliato con una nuova struttura (Garnì Anderle) e area wellness.

5. GODERSI IL LAGO DI LEVICO DA UNA BARCA

Come ultima esperienza da provare prima della nostra partenza, abbiamo deciso di noleggiare una piccola barchetta elettrica per goderci appieno il lago e la sua natura selvaggia. Il Lago di Levico è un bacino d’acqua non naturale, che si è creato in passato in seguito agli sbarramenti sul fiume posti dall’uomo; nonostante questo da sempre è considerato un ambiente naturale da preservare, la cui acqua è di un blu intenso, con ricca vegetazione sia fuori che sotto acqua. Non è possibile accedervi con barche a motore quindi si può navigare solamente con pedalò, canoe e SUP. In alternativa, scelta più turistica e meno sportiva, ci sono a disposizione alcune barchette, simili a pedalò  e provvisti di tendalino, con motore elettrico e pannelli solari grazie alle quali in poco tempo si può navigare tutto il lago alla scoperta dei punti più selvaggi. Infatti, la spiaggia a Sud è l’unico punto cui si può accedere con mezzi propri; per tutto il resto c’è una stradina sterrata ciclo-pedonale che costeggia il lato est, denominata “Strada dei Pescatori”, ed un sentiero pedonale che costeggia la sponda ovest attraverso il fittissimo bosco. In tutto il giro del lago è di 8,8 km e dura circa due ore e mezza. Di conseguenza sono molti i punti a cui si può accedere solo dall’acqua, rendendo a nostro avviso ancora più magico e ben conservato l’ambiente naturale.

A rendere ancora più divertente la gita in barca, ci siamo fermati dove in passato alcuni abitanti hanno fissato due corde alla cima di due alberi cresciuti in riva per creare una tradizionale altalena sull’acqua, utilizzata anche per fare acrobatici tuffi in acqua. I locali ci hanno raccontato che sono presenti da almeno 30 anni, e noi, ovviamente, ne abbiamo approfittato per tuffarci in acqua in “stile Tarzan” tornando a sentirci come da bambini.

Dopo aver ormeggiato la nostra barchetta in porto, ci siamo diretti in macchina al vicino lago di Caldonazzo (a circa 10 minuti d’auto) per goderci un pranzo vista lago e per fare un ultimo tuffo prima della partenza.

Sazi e rigenerati da questo weekend in Valsugana, abbiamo ripreso il nostro viaggio verso Nord, felici per aver rivisto, dopo tanti anni, questa zona ancora più bella e accogliente. Con la nostra solita promessa che “un giorno ritorneremo sicuramente per scoprire e vivere nuove esperienze”, prova del fatto che ci siamo sentiti davvero a nostro agio.

Alessandro

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